AZIENDA
home > Jean Nouvel

Jean Nouvel

All'architetto Jean Nouvel, il Comune di Perugia ha affidato la direzione artistica del progetto Minimetrò.

Ne é scaturito un progetto originale, in cui lo stile moderno delle linee e dei materiali utilizzati, si fondono alla perfezione con la natura del minimetrò.

I progetti delle stazioni prendono così vita a partire da concezioni di spazio e funzionalità, volte a farle diventare non soltanto dei meri 'terminal' ma delle vere e proprie opere inserite nel contesto architettonico della città.

La stazione é concepita come una struttura leggera e trasparente. Nella concezione dell'architetto il verde che circonda sempre le stazioni allo scoperto dovrà penetrare all'interno ed essere arricchito con l'inserimento di essenze particolari.

L'idea è che questa struttura sia identificata fin dal primo sguardo come una realizzazione dedicata ad un sistema di trasporto collettivo.

Jean Nouvel, architetto di fama mondiale, é stato artefice di numerose opere architettoniche in Francia, Usa, Germania ed in molti altri paesi.

| Una breve biografia di Jean Nouvel |
| I materiali utilizzati nel progetto |
| Nouvel: la sua idea di architettura come arte |

torna su ^

Una breve biografia di Jean Nouvel

Jean Nouvel nasce il 12 agosto 1945 a Fumel, cittadina della Francia sud-orientale. Nel 1966 è primo al concorso di ammissione della Scuola nazionale superiore di Belle Arti di Parigi, dove si diploma nel 1972. Seguendo il filone intellettuale dell'architetto Claude Parent (presso il quale lavora dal 1967 al 1970) e di Paul Virilio, apre il suo primo studio nel 1970 con François Seigneur. Incontra il critico Georges Boudaille, grazie al quale diventa architetto della Biennale di Parigi, fin dal 1971.

Realizza numerosi allestimenti – un tipo di commessa che ama in modo particolare – tra cui quello della sezione architettura e design della mostra "Gli anni 50" al Centre Pompidou nel 1988 e, più recentemente, quello della mostra "Il futuro del lavoro" e "La Mobilità" per l'Expo 2000 di Hannover. Nel 1976, incontra lo scenografo Jacques le Parquet che lo aiuta a scoprire il mondo del teatro e della regia e lavora con lui nel progetto di ristrutturazione del teatro Gaité Lyrique a Parigi.

Jean Nouvel ha sempre manifestato delle prese di posizione militanti, quando non polemiche, a proposito dei problemi e delle decisioni riguardanti l'architettura e la città. E' co-fondatore del movimento "Marzo 1976" e del Sindacato dell'Architettura nel 1977. E' co-organizzatore del "contro concorso" internazionale per la sistemazione del quartiere delle Halles. Fonda, nel 1980, la Biennale di Architettura nell'ambito della Biennale di Parigi. Attualmente, ricopre la carica di presidente dell'Associazione per la Mutazione dell'Ile Seguin (AMIS).

La sua prima realizzazione di spicco, esemplare di ciò che usava chiamare "architettura critica", è la Casa Dick (Saint-André-les-Vergers, Aube, 1976). Da allora in poi si susseguono progetti significativi del suo percorso: il Centro medico-chirurgico del Val-Notre-Dame a Bezons (Val-d'Oise, 1976), il Collegio Anna Franck a Antony (Hauts-de-Seine, 1978), fino al 1981, anno in cui si aggiudica il concorso per l'Institut du Monde Arabe, autentico giro di boa nella sua carriera.

Nel 1981 François Mitterand dà inizio ai "Grands projets" di Parigi e Jean Nouvel è invitato a partecipare al concorso per l'Istituto del Mondo Arabo, vincendolo. La realizzazione di questo progetto segna un punto di svolta per l'architettura francese sulla scena internazionale. Nel frattempo realizza diversi interventi di edilizia residenziale (Saint-Ouen nel 1983, Nemausus nel 1985, Bezons nel 1993), basati su alcuni semplici principi: "Un bell'appartamento è un appartamento grande; un appartamento con doppio affaccio è sempre meglio di uno con un solo affaccio; in bagno è sempre preferibile la luce naturale alla ventilazione forzata".

Nel 1985 apre un nuovo studio e progetta l'INIST di Nancy, l'Opera di Lione e il centro culturale Onyx a Saint Herblain. Negli anni successivi, l'ufficio, nel quale lavorano più di cento collaboratori, elabora progetti internazionali di dimensione e destinazione varie. Tra il 1989 e il 1991 vengono realizzati studi su novanta progetti diversi. Tra i più significativi ricordiamo il Centro congressi di Tours, la Fondation Cartier di Parigi e la sede dell'agenzia CLMBBDO a Issy Les Moulineaux. In quegli anni Jean Nouvel partecipa anche a numerosi concorsi internazionali tra i quali quelli per l'aeroporto Kansaï in Giappone, per la "torre infinita" a Parigi, per il Reichstag di Berlino e – in tempi più recenti – per il Grand Stadium di Parigi e l'arena sportiva di Saïtama in Giappone.

I primi anni '90 segnano un incremento dei progetti esterni ai confini francesi. Nel 1990 Jean Nouvel vince il concorso per il teatro Palazzo della Cultura e dei Congressi di Lucerna e nella primavera 1996 inaugura l'edificio delle Galeries Lafayette di Berlino. In seguito a uno studio urbanistico svolto per la città di Praga, gli viene affidata la progettazione della sede di una banca e di un centro commerciale nella capitale ceca. Nel 1995 è invitato, insieme ad altri due progettisti, a partecipare alla progettazione di una torre in Malaysia per Tenaga Nasional e a collaborare con gli architetti SAMWOO a numerosi progetti a Suoul, Korea.

Tra i più recenti progetti ricordiamo: il Guggenheim Temporary Museum of Art a Tokyo (Giappone, 2001), l'Ambasciata di Francia a Berlino (Germania, 1997), il JVC Business Center a Guadalajara (Messico, 1999), la Sede sociale della società Richemont a Ginevra (Svizzera, 2001), il Museo dell'Evoluzione Umana a Burgos (Spagna, 2000), il Centro Culturale di Santiago di Compostela (Spagna 1999), che affrontano le questioni del paesaggio, del verde e del territorio, principali sfide nel lavoro di Jean Nouvel; i due musei attualmente in costruzione: il Museo del Quai Branly a Parigi (Francia, 1999) e l'ampliamento del Museo Reina Sofia a Madrid (Spagna, 1999); le ultime tappe della smaterializzazione, dove la materia diventa sempre più invisibile: la Dentsu Tower a Tokyo (Giappone, 1998-2003), la Camera di Commercio di Prato (Italia, 2000), la Sala Filarmonica a Lussemburgo (Ducato del Lussemburgo, 1997), la Torre BIS a Basilea (Svizzera 1999), e Kyriat Arieh 1 a Tel Aviv (Israele, 1999); i numerosi progetti americani, per esempio il River Hotel a Brooklyn (New York, USA, 1999) e quelli in corso di studio: il Carnegie Science Center di Pittsburgh (USA,2001), il Soho Hotel a New York (USA, 2001-2002), e ancora l'ultimissimo progetto Landmark a New York (USA, 2001); la recente riconversione di un Gasometro a Vienna (Austria, 1994-2001).

Architetto del concetto e del contesto, della smaterializzazione e dell'immagine, incontestabilmente esigente ed originale, Nouvel persegue ed elabora con pertinenza un'opera sempre aggiornata allo spirito del tempo. Vera e propria figura carismatica della cultura contemporanea, architetto di fama mondiale, ha ricevuto nel 2001 tre riconoscimenti internazionali (il Premio Borromini, la Medaglia d'oro del Royal Insitute of British Architetcts, il Praemium Imperiale conferito a Tokyo).

Per Nouvel l'architettura è "arte visiva, produzione di immagini". Una architettura smaterializzata, dove sono protagonisti la luce e le superfici più che la qualità scultorea dell'opera. Nouvel si fa portatore dell'importanza sociale e culturale dell'architettura, che si impegna nel mondo, in un continuo scambio con altre discipline.

Ha affermato Nouvel; "…L'architettura deve molto al cinema anche come suggestioni. Penso, ad esempio, all'interno che ho creato per l'Opéra di Lione, dove piccole bugie illuminano ogni singolo volto degli spettatori come nel film Barry Lindon di Kubrick… …L'era degli edifici-corazza, dei macchinari esposti stile Beaubourg è finita. Non ci entusiasma più vedere come vola un aereo o come è fatto dentro un orologio. Oggi proprio la tecnologia ci permette di nascondere il tecnicismo. Pensiamo agli schermi piatti dei nuovi televisori: il "motore" è miniaturizzato, non resta che l'immagine. È l'estetica del miracolo ".

Testo tratto da archimagazine.com

torna su ^

I materiali utilizzati nel progetto

Il progetto architettonico del Minimetrò é improntato a creare delle strutture che siano perfettamente inserite nel contesto ambientale ove si dipana il percorso.

Le stazioni verranno realizzate per garantire la massima visibilità verso l'esterno e la massima trasparenza dall'esterno. Non saranno, dunque, monoliti in vetrocemento o antiestetici parallelepipedi che spuntano dal terreno.

Una nota particolare di queste saranno i materiali e le essenze che verranno utilizzate nel creare la struttura.

Le stazioni non saranno disadorne. Tutto intorno sorgeranno giardini e aree di pertinenza in cui troveranno dimora aiuole, piante, fiori. Le stesse strutture esterne, nelle loro parti strutturali, saranno abbellite grazie a piante rampicanti e piante da fiori.

L'utilizzo di elementi naturali é previsto anche nelle stazioni interrate: in queste, il progetto prevede che siano utilizzate tecniche quali quelle della 'terra armata'.

torna su ^

Nouvel: la sua idea di architettura come arte

“Si possono discutere democraticamente i problemi di collocazione, di programma o d'uso ma l'atto estetico non è negoziabile. Alla fine il compito dell'architettura è proprio quello di creare la definizione culturale dell'ambiente definito”. Così diceva Jean Nouvel in una intervista di pochi anni fà. In poche parole sono condensate le sue concezioni in merito all'architettura.

Tutta la produzione di Jean Nouvel è concepita sotto la lente dell'utilità e dell'arte. Nato nella Francia profonda, approdato e travolto dalla Parigi negli anni della contestazione giovanile, Nouvel è passato attraverso i periodi di fuoco dell'affermazione personale degli anni '70 fino alla la consacrazione degli anni '80 e '90.

Nouvel ha sempre allargato i confini dell'architettura. Accanto a se ha voluto non solo ingegneri e tecnici ma pittori, attori, artisti, uomini di cultura da cui trarre ispirazione e stimoli creativi. L'opera architettonica deve avere caratteri definiti, non può essere fine a se stessa, il suo concepimento nasce dalle esigenze che dovrà soddisfare. Ma deve contenere un valore artistico, un vero e proprio stile d'artista.

Attenzione per il risultato e genio personale fanno di Nouvel qualcosa di più di un semplice architetto: un professionista che ha saputo dare al proprio lavoro il tocco dell'artista.

torna su ^

Minimetro S.p.A. - logo | Tutti i diritti riservati © 2005 Minimetrò S.p.A.